Le Monde – Scuola fuori contratto o istruzione domiciliare: di cosa si tratta?

( introduzione e traduzione a cura di Rosalba Applauso)

Negli ultimi tempi, la Francia vive un periodo di profondi mutamenti e tensioni sociali, dalla legge sul lavoro che sta provocando reazioni violentissime, ai problemi di sicurezza interna. L’ondata di cambiamento non risparmia nemmeno il settore scuola. Il 9 giugno scorso infatti, il ministro dell’Istruzione ha deciso,mediante l’adozione di una serie di misure, un rafforzamento dei controlli sulle cosiddette scuole private hors contrat e sull’istruzione domiciliare. In Francia, infatti, oltre alla rete di scuole pubbliche, esistono scuole private, che possono essere o meno legate allo Stato da un contratto, e la possibilità dell’istruzione domiciliare. Le scuole hors contrat ovvero “fuori contratto” sono caratterizzate da libertà pedagogica. Ciò vuol dire che esse non dipendono dal Ministero dell’Istruzione e sono quindi libere di scegliere il progetto pedagogico ritenuto più idoneo. La stretta data dal governo ha suscitato vive polemiche e l’opinione pubblica è fortemente spaccata sul tema. Secondo i detrattori, e tra questi la Chiesa di Francia, si tratterebbe di un attentato al principio stesso di libertà costituzionale. Per altri invece, le vere ragioni sarebbero da ricondurre addirittura alla diffidenza da parte dello Stato verso queste scuole a causa dei consensi che stanno riscuotendo da parte delle famiglie. Consensi che stanno facendo aumentare l’apertura di questo tipo di scuole. Le associazioni a tutela dell’istruzione domiciliare, invece, puntano il dito sul carattere estremamente normativo del sistema scolastico francese che marginalizza quegli studenti che non sono come tutti gli altri. Un tema, quindi, oggetto di un vivace dibattito, che abbiamo scelto di trattare, in una traduzione di un articolo de Le Monde, proprio per il carattere di grande attualità che riveste.

 


LE MONDE | 09.06.2016 à 17h44 • Mis à jour le 11.06.2016 à 07h41 |

Per combattere la “radicalizzazione” o evitare “insegnamenti lacunari”, il ministro della Pubblica Istruzione Najat Vallaud-Belkacem, ha annunciato, il 9 giugno, un rafforzamento dei controlli nelle scuole private sotto contratto e dell’istruzione domiciliare. Di cosa si tratta e qual è il numero di studenti coinvolti?

Il principio dell’istruzione obbligatoria in Francia

La legge Jules Ferry del 28 marzo 1882 rende obbligatoria l’istruzione primaria per tutti i bambini, maschi e femmine, dai 6 ai 13 anni. Il limite verrà innalzato in seguito fino a 14 anni, poi a 16 nel 1959. Ciò non significa, però, che tutti debbano frequentare la scuola. Il code de l’éducation stabilisce che l’istruzione è “assicurata prioritariamente negli istituti di istruzione”, ma sono previste alternative: “L’istruzione obbligatoria può essere impartita o negli istituti o scuole pubbliche, o in famiglia dai genitori, o da uno di essi, o da ogni individuo a loro scelta”.

Cos’è un istituto d’istruzione fuori contratto?

La maggioranza degli istituti privati è “sotto contratto”, ovvero sigla un accordo con lo Stato in cui si impegna a rispettare gli orari e i programmi scolastici determinati dal ministero dell’Istruzione. In cambio, lo Stato si fa carico della remunerazione dei docenti (che hanno titoli di studio equivalenti agli insegnanti della scuola pubblica) e gli enti locali finanziano l’istituto scolastico garantendone il funzionamento alle stesse condizioni delle scuole pubbliche (manutenzione dei locali, forniture, trasporti scolastici, ma né la mensa né i servizi prescolastici). Tuttavia, è possibile stipulare un contratto per legarsi allo Stato solo dopo cinque anni di esercizio. Altri istituti scelgono di restare fuori contratto per non essere sottoposti ai vincoli dei programmi scolastici ufficiali. Hanno l’obbligo, però, di garantire una base comune di conoscenze e di rispettare taluni criteri: moralità e norme igieniche, rispetto dell’ordine pubblico, direttore provvisto di adeguato titolo di studio e fedina penale immacolata…

Una situazione minoritaria

Oltre l’83 % degli studenti francesi frequenta un istituto pubblico – nella scuola dell’infanzia e primaria si arriva fino all’86,7% – con tuttavia, forti disparità tra le varie regioni. Le scuole private sotto contratto sono, per la maggior parte, scuole religiose (7 300 cattoliche, 300 ebraiche e 6 musulmane, su 7 900), con un’alta concentrazione nelle Académie[1] di Rennes (39,7 %) e di Nantes (37,7 %), che diventa molto scarsa in Corsica (5,2 %) o nella Mayotte (2,8 %). Gli istituti scolastici fuori contratto accolgono solo lo 0,4 % degli studenti, mentre lo 0,2 % di essi opta per l’istruzione a domicilio.

Oltre 55 000 studenti nelle scuole fuori contratto

Pur restando un numero esiguo su scala nazionale, il numero di alunni in questo tipo di istituti è in crescita, in particolare i più giovani. All’inizio dell’anno scolastico 2013, il ministero della Pubblica Istruzione censiva 948 istituti fuori contratto (424 di primaria e infanzia e 524 di secondaria di primo e secondo grado). La religione non sembra essere la prima ragione di scelta di scuole alternative. La Fondation pour l’école, struttura riconosciuta di autorità pubblica che riunisce 793 istituti scolastici “indipendenti”, ha ricevuto nel 2015 l’incarico di effettuare un computo dal quale emerge che il 60% delle scuole abbia carattere non religioso, il 25% è cattolico e solo il 3,5% è musulmano. Le altre scuole propongono insegnamenti bilingui o pedagogie alternative (Montessori, Freynet, Rudolf Steiner, etc.). I Centres Fabert[2] che pubblicano un annuario degli istituti privati, precisa che le rette delle scuole fuori contratto sono comprese tra 5000 e 8000 euro annui.

La scuola in casa, minoritaria ma in aumento

Per diverse ragioni (malattia, handicap, spostamenti, sport ad alti livelli, scelta delle famiglie), alcuni studenti si affrancano completamente dagli istituti scolastici e optano per l’istruzione domiciliare. Tuttavia, secondo il ministero, il loro numero è in rapida ascesa: sono passati da meno di 13 500 all’inizio dell’anno scolastico 2007 a quasi 25 000 nel 2014. A domicilio, l’insegnamento può essere impartito dai genitori o da chiunque altro, senza un titolo di studio particolare. Per garantire un controllo didattico permanente conforme alle esigenze della pubblica istruzione, è possibile iscriversi al Centro nazionale di insegnamento a distanza (CNED). Il ricorso a questa soluzione, però, diviene meno sistematico: nel 2007, il 75,8 % degli alunni che ha scelto l’istruzione a domicilio era iscritto allo CNED, contro solo il 60,5 % del 2014.

La necessità di disciplinare queste alternative

Najat Vallaud-Belkacem ha presentato il 9 giugno, una serie di misure per “conciliare diritto all’istruzione e libertà di insegnamento”.

  • Per gli istituti fuori contratto: transizione da un regime di dichiarazione ad un regime di autorizzazione, che consenta alle autorità un controllo preventivo dell’apertura con un allungamento dei termini. Il ministero avrà, diversamente da quanto accade attualmente, quattro mesi per autorizzare o meno l’apertura dell’istituto scolastico.
  • Per l’istruzione domiciliare: partendo dal fatto che un terzo degli studenti non fosse mai stato soggetto ad alcun controllo, il ministero aumenterà il numero di controlli e valuterà più approfonditamente i progressi degli apprendimenti (mediante esercizi orali e scritti).

Le associazioni cattoliche hanno già espresso il loro biasimo per quello che definiscono un attentato alla “libertà pedagogica” delle scuole fuori contratto, mentre il partito cristiano-democratico ha lanciato una petizione che denuncia un “colpo di Stato contro le scuole libere”.

[1] NdT Le Académie sono circoscrizioni amministrative scolastiche e universitarie francesi.

[2] NdT I centres Fabert sono centri specializzati nell’orientamento scolastico degli studenti.

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