Le Figaro: Rivalutazione dei salari di fine carriera per gli insegnanti

http://www.lefigaro.fr/actualite-france/2016/05/31/01016-20160531ARTFIG00160-salaires-fin-de-carriere-retraites-ce-que-contient-le-plan-de-revalorisation-des-profs.php

(traduzione a cura di Rosalba Applauso)

 

Dopo anni di “vacche magre”, la Francia si prepara al varo di un piano di rivalutazione del trattamento economico dei docenti e allo stesso tempo di modifica del processo di valutazione e della gestione delle carriere.  Per quanto riguarda il primo aspetto, dal gennaio 2017, infatti, e fino al 2020 gli stipendi dei docenti subiranno un aumento progressivo. Fin qui sembrerebbe tutto bene, se non fosse che gli aumenti partiranno a ridosso delle elezioni presidenziali, previste quattro mesi dopo. Una mossa pre-elettorale per compattare i voti della classe docente, elettorato da sempre vicino alla sinistra? Gli scettici pensano di sì.

Le polemiche, poi, non si sono fatte attendere nemmeno per quanto riguarda la valutazione dei docenti. Secondo i detrattori della riforma, infatti, questo aspetto sarebbe caratterizzato da grandi incognite e sarebbero stati fissati solo alcuni punti principali del provvedimento. Tra questi quattro incontri con un ispettore ministeriale al fine di “oggettivizzare il valore professionale”, secondo quanto dichiarato dal ministro, che consentiranno avanzamenti di carriera. In cosa consistono esattamente questi incontri, visto che il ministro ha dichiarato di voler porre fine alla classica visita che vede l’ispettore seduto in fondo alla classe a prendere appunti? Che ruolo avranno i capi di istituto nel processo di valutazione? E gli ispettori, già oberati di lavoro, avranno il tempo di “accompagnare” gli insegnanti nella pratica pedagogica? Domande a cui il ministro dovrà presto trovare risposte adeguate.

Stipendi, pensioni: ecco il contenuto del piano di rivalutazione degli insegnanti

Il ministro dell’Istruzione ha presentato un piano di rivalutazione delle condizioni lavorative del corpo docente. Il budget complessivo, fissato a un miliardo entro il 2020, deve consentire l’aumento degli stipendi degli insegnanti e una migliore gestione degli avanzamenti di carriera. L’annuncio ufficiale da parte del ministro della Pubblica Istruzione è giunto martedì mattina: cinquecento milioni di euro saranno destinati, nel 2017, all’aumento degli stipendi. In programma: un aumento generalizzato e crescite salariali riservate ad alcune tappe importanti della carriera. L’obiettivo è arrivare a destinare a questo aspetto un miliardo di euro di bilancio entro il 2020 in modo da “riportare di nuovo la Francia al di sopra della media OCSE per quanto riguarda gli stipendi dei docenti”.

  • Un aumento destinato a tutti gli insegnanti

I docenti francesi, con uno stipendio inferiore rispetto a quello dei loro colleghi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), attendono da anni un aumento. Primo provvedimento: l’aumento dell’indice di tutti gli insegnanti il primo gennaio 2017, quattro mesi prima delle elezioni presidenziali. Un simile aumento è inoltre previsto per il primo gennaio 2019. Nel primo anno di insegnamento, i docenti percepiranno a termine entro il 2020, 1400 euro lordi in più all’anno. Secondo i dati del ministero dell’Istruzione, la remunerazione mensile lorda di un insegnante dell’infanzia e della primaria o di un professeur certifié[1] entrambi tirocinanti ammontava, al primo settembre 2014, a circa 1700 euro. Si dovrebbero superare, quindi, di poco, i 1800 euro entro il 2020.

  • Fine carriera e valorizzazione delle pensioni

Anche gli scatti e i fine carriera dovrebbero subire miglioramenti. Un insegnante di infanzia e primaria con dieci anni di servizio nell’éducation prioritaire[2] che diventerà dirigente scolastico potrà guadagnare 1000 euro in più al mese rispetto a oggi. D’altronde, la promozione in hors-classe, un livello di anzianità al quale potevano accedere pochissimi insegnanti alla fine della carriera, sarà esteso a tutti coloro che hanno maturato “20 anni di servizio”. In totale, secondo le stime del ministero, un professeur certifié con una carriera completa a partire dal 2020 dovrebbe guadagnare 23.000 euro in più nell’arco della vita lavorativa. Il governo sottolinea che tale rivalutazione si rifletterà anche sul sistema pensionistico. La pensione di anzianità è calcolata per gli insegnanti sulla base degli ultimi sei mesi di lavoro. Nel quadro di una rivalutazione dei salari, la pensione dei docenti subirà quindi un rialzo.

  • Nuova gestione delle carriere

Il ministero ha inoltre l’intenzione di passare da una gestione “tecnocratica” degli insegnanti a “una vera e propria politica di risorse umane”, che prevede quattro momenti per fare il punto della carriera di un insegnante.

Dopo sette e tredici anni di servizio, il 30% del personale molto impegnato, in particolare nell’éducation prioritaire o alla direzione di scuole, potrà godere di un’accelerazione di carriera di un anno. Potranno anche accedere, in seguito, in via prioritaria a un nuovo livello – una “classe eccezionale”- che verrà creato nel settembre 2017. “Questa rivalutazione consentirà secondo le nostre stime di riportare la Francia al di sopra della media OCSE” e di “raggiungere entro la fine della carriera i livelli dei paesi più avanzati, in particolare della Germania”, ha assicurato il ministro.

Modifiche al processo di valutazione

Peraltro, la valutazione degli insegnanti subirà un’evoluzione: “le missioni del personale ispettivo e direttivo saranno maggiormente orientate verso il pilotaggio pedagogico, la formazione continua”, ha spiegato Najat Vallaud-Belkacem. Si tratta di porre fine alla visita dell’ispettore che prende appunti seduto in fondo all’aula, mentre l’insegnante fa lezione, per otto volte nella carriera e di passare invece a un sistema di “doppia osservazione” da parte dell’ispettore e del capo d’istituto, seguendo modalità che devono essere discusse con i sindacati.

Aumentare l’interesse per la professione

L’obiettivo di questi provvedimenti, come anche di altri riguardanti l’organizzazione amministrativa del lavoro per quanto riguarda alcune funzioni, è “aumentare l’interesse per la professione”, ha spiegato Najat Vallaud-Belkacem, ma anche “accompagnare meglio la carriera degli insegnanti e valorizzare maggiormente il loro impegno”. L’ultima riorganizzazione generale delle carriere docenti risale a 25 anni fa, con Lionel Jospin, ha sottolineato il ministro. Dall’inizio del quinquennio sono state intraprese diverse misure di rivalutazione, ha ricordato Najat Vallaud-Belkacem. Vincent Peillon aveva creato un’indennità di 400 euro l’anno destinata ai docenti di infanzia e primaria, che all’inizio dell’anno scolastico verrà adeguata al corrispondente incentivo destinato agli insegnanti della scuola secondaria di primo e secondo grado, fissato a 1200 euro, come annunciato dal primo ministro Manuel Valls all’inizio di maggio. Nel quadro della riforma dell’éducation prioritarie, gli incentivi agli insegnanti sono stati aumentati del 50% nel REP[3] (Rete di educazione prioritaria) e del 100% nel REP+.

 

 

[1] Un professeur certifié partecipa all’azione pedagogica e formativa degli studenti degli istituti secondari di primo e secondo grado e negli istituti di formazione. Ricoprono diverse funzioni tra cui il monitoraggio individuale e la valutazione degli studenti, l’organizzazione e la coordinazione degli insegnamenti tecnologici e professionali nonché la gestione dei mezzi finanziari necessari per il loro svolgimento.

[2] Il concetto di école prioritaire fa la sua comparsa negli anni ’70, in un contesto mondiale di lotta alle disuguaglianze e di democratizzazione del sistema educativo. In Francia, l’espressione compare  per la prima volta in una circolare sull’educazione prioritaria, firmata dall’allora ministro dell’Istruzione Alain Savary, contenuta all’interno del Bulletin officiel de l’Éducation nationale del 1 luglio 1981. Obiettivo principale è la promozione delle pari opportunità. La missione degli insegnanti consiste nell’attuazione di nuove metodologie pedagogiche e di lavoro che consentano il successo formativo di ogni studente e migliorino la condizione delle scuole che operano in contesti difficili.

 

[3] Nel 1999, la politica che introduceva le ZEP (Zone d’éducation prioritaire) è ritenuta insufficiente. Vengono creati, quindi, i Réseaux d’Éducation Prioritaire (REP- Rete di educazione prioritaria) per la lotta a quell’emarginazione che caratterizzava le ZEP, le quali restano, in ogni caso, un nodo centrale del dispositivo, e i REP+ per le zone più difficili. Nel sistema scolastico francese, le ZEP indicano zone in cui sono situate scuole dotate di mezzi supplementari e di maggiore autonomia per far fronte alle difficoltà di ordine sociale e scolastico.

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