Le Nouvel Observateur – Concorso docenti: troppe bocciature per i futuri insegnanti?

(introduzione e traduzione a cura di Rosalba Applauso)

In un momento in cui il concorso a cattedra in Italia vede percentuali di bocciature altissime, anche in Francia si assiste ad una situazione del tutto simile. Al CAPES, il concorso che consente l’accesso all’insegnamento nei licei e nei collège, le percentuali dei respinti sono andate progressivamente aumentando negli anni. Quali le possibili motivazioni? Forse la scarsa preparazione degli aspiranti insegnanti? Oppure commissioni troppo severe? In questo articolo, tratto da Le Nouvel Observateur, i sindacati, in particolare, cercano di fare il punto e dare delle risposte. Che si propenda per una motivazione, piuttosto che per un’altra, resta il fatto che, come accade ormai da molti anni, si assiste in Francia, come in Italia per alcune classi di concorso, a una forte carenza di docenti. Carenza poi puntualmente colmata da chi secondo voi? dai docenti respinti al CAPES…


http://tempsreel.nouvelobs.com/education/20141001.OBS0792/concours-enseignants-est-ce-qu-on-saque-trop-les-futurs-profs.html
Concorso docenti: troppe bocciature per i futuri insegnanti?
A lanciare l’allarme, un sindacato: le commissioni dei concorsi a cattedra riservati a coloro che desiderano diventare insegnanti al collège e al liceo bocciano troppi candidati, quando il bisogno di personale è evidente. Verità o bufala? L’inchiesta.

All’inizio di ogni anno scolastico, si ripete da alcuni anni sempre la stessa storia: al collège[1] c’è una grande carenza di docenti. Nel 2013 e nel 2014, poche migliaia di candidati sono stati bocciati ai CAPES (Concours d’aptitude au professorat dans l’enseignement secondaire), il concorso più importante che consente l’accesso all’insegnamento al collège e al liceo. La classe di concorso di Matematica è la più colpita da quella che il ministero definisce “crisi del personale”. Tuttavia, è passato inosservato un dato: la percentuale di ammissione al Capes è passata dal 35% nel 2013 al 24% nel 2014. 11 punti in meno nella percentuale di ammissione e 75% dei candidati bocciati, quando invece le effettive esigenze di personale sono più evidenti che mai… E se, invece, i candidati non fossero così inadeguati ma fossero i commissari del Capes a essere troppo severi?

“Inutili pretese”

È il grido d’allarme lanciato dallo SNPDEN (Syndicat national des personnels de direction de l’Education nationale – Sindacato nazionale del personale di direzione della pubblica istruzione), il maggiore sindacato dei direttori della scuola secondaria. “Il ruolo delle commissioni consiste nel valutare i candidati sulle competenze in rapporto al numero di posti e non nell’arrogarsi il diritto di eliminare i candidati giudicati non “al livello”, insiste Michel Richard,  vice segretario generale del SNPDEN. Secondo quest’ultimo, questa storia del “livello” degli aspiranti docenti è una chimera: “Giovani con in tasca tutti un master 1 o 2 [2]nella loro materia, non  sarebbero in grado di insegnare a studenti del collège? In tal caso, o l’università non vale nulla e quindi bisogna dirlo, o le commissioni hanno pretese inutili a livello disciplinare”.

Ovviamente Richard propende per la seconda ipotesi: “In realtà, non selezionano professori di matematica ma matematici, non professori di storia, ma storici. Questa cosa non ha alcun senso! Non si chiede a un ingegnere aeronautico di essere uno straordinario pilota d’aerei!”

Eccessivamente intransigenti

Sono quindi troppo elitarie queste commissioni composte da membri del corpo ispettivo della Pubblica Istruzione, da universitari e da insegnanti? E soprattutto, troppo intransigenti sulla perfetta conoscenza disciplinare (la qualità del docente di matematica, di inglese, di storia) piuttosto che sulle attitudini pedagogiche (la capacità di trasmettere a un pubblico di studenti)? “Dieci anni fa, sarei stata d’accordo con questa affermazione al 100%. Oggi, onestamente, la giudico meno vera”, stempera Chantal Demonque, segretaria nazionale responsabile della formazione degli insegnanti dello Sgen-CFDT, sindacato noto per le sue posizioni piuttosto anti-elitarie. Demonque ricorda che l’ambizione dei direttori delle scuole [3]di partecipare alla selezione degli insegnanti – cosa che attualmente non accade – non è forse estranea al grido d’allarme dello SNPDEN. Soprattutto, “le mentalità si sono evolute e la maggior parte delle commissioni agisce responsabilmente, questo non possiamo più rimproverarglielo”.

Ipocrisia

Secondo Chantal Demonque, il vero problema che la Pubblica Istruzione deve affrontare, è la disaffezione degli studenti per la docenza nella scuola secondaria (troppo esposta, non abbastanza valorizzata, non adeguatamente remunerata), cosa che spiega il livello mediocre dei candidati: “Quando si deve selezionare in un vivaio di candidati da due a tre volte meno importante del passato e il numero dei candidati si avvicina a quello dei posti da coprire, è matematicamente inevitabile che la selezione sia meno rigida”. Resta una questione concreta, più che problematica: i posti che non sono stati coperti con il concorso non restano vacanti, ma sono occupati da docenti a contratto (quindi, privi dello status di funzionari dello Stato) scelti nella maggior parte dei casi tra i… bocciati al Capes. Insomma, insegnanti giudicati “non idonei” alle funzioni, che, tuttavia, vengono loro affidate concretamente e che alcuni svolgeranno per diversi anni prima di essere integrati al corpo docente dei funzionari (Come prevede la Loi Sauvadet[4]). Un sistema che genera precariato, la cui ipocrisia pone degli interrogativi.

Arnaud Gonzague – Le Nouvel Observateur

 

 

[1] Il collège è un ordine di scuola paragonato spesso alla scuola secondaria di primo grado italiana. In realtà rispetto alla seconda dura un anno in più (4 anni invece di 3) e la fascia d’età degli apprendenti è  quindi diversa: 11-12 anni al primo anno (sixième), fino ai 14-15 anni dell’ultimo anno (troisième).

[2] In Francia il Master 1 e 2 corrispondono rispettivamente al 1°  e al 2° anno della Laurea Magistrale.

[3] Il corps des personnels de direction de l’Éducation nationale (Corpo del personale di direzione della Pubblica Istruzione)  riunisce i funzionari di categoria A (una delle categorie della funzione pubblica) che gestiscono e applicano la politica educativa all’interno degli istituti scolastici del secondo grado in Francia.

[4] La loi Sauvadet del 12 marzo 2012 prevede, tra le altre cose, per i docenti un accesso riservato al ruolo a patto che si posseggano taluni requisiti e che si superi un esame professionale.

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