Wall Street Journal – Coloro che stanno riportando in vita il Latino

introduzione e traduzione a cura di Barbara Celena

Il Latino è una lingua morta. Ne siamo sicuri? Ultimamente il Latino è tutt’altro che morto. Si sta riscoprendo interesse per questa lingua classica in Inghilterra dovei corsi pomeridiani di Latino organizzati dalle Cattedrali hanno ricevuto un successo inaspettato[1], e negli Stati Uniti come questo articolo del Wall Street Journal ci riferisce. E se il segreto della rinascita della lingua morta fosse proprio insegnarla come qualsiasi altra lingua straniera “viva”?

http://www.wsj.com/articles/the-people-who-are-bringing-latin-to-life-1466786605


A convegni, corsi full immersion e corsi per i più giovani, i classicisti e gli appassionati di studi classici parlano una lingua spesso definita morta

Di ANN PATTY, 24 giugno 2016, Wall Street Journal

Al Centro Conferenze della Facoltà di Legge della Fordham University  risuonava un mormorio diverso dal solito con più di 150 persone che parlavano in Latino. Molti indossavano magliette nere con la scritta Dormitantium animorum excubitor (Risvegliatore di Anime Dormienti). Un partecipante salutava un altro con: “Salve Johannes! Quid ages? Age, egeo caffea statim!” (“Salve John, come stai? Dai, ho bisogno di caffè ora!”) Alcuni parlano lentamente, altri a macchinetta. “Ecce Aemilia! Mehercule, videsne illos calceos fultos?” Questo era John, a commento delle audaci scarpe con tacco a spillo di Emily (letteralmente, “scarpe puntellate”).

Gli insegnanti e studenti di Latino si sono riuniti in un campus a Manhattan lo scorso febbraio per il convegno annuale “Vivere il Latino a New York City” dell’Istituto Paideia—due giorni di conferenze, lezioni e conversazioni, tutto in Latino.

Jason Pedicone, il classicista trentaquattrenne co-fondatore dell’Istituto, si avvicina al microfono  “Salvete omnes!” (“Ciao a tutti!”) grida. “Cantemus!” (“Cantiamo!”) Accende l’amplificatore e guida il gruppo, in stile karaoke, a cantare “Eye of the Tiger” dei Survivor in Latino. “Oriens rursus in via!” tutti ruggiscono—“Torno di nuovo sulla strada.”

“Un raggruppamento come questo non avrebbe mai potuto accadere dieci anni fa,” dice Terence Tunberg, un docente dell’ Università di Kentucky che ha tenuto una conferenza in Latino su Erasmo. “L’organizzazione di Jason ci ha riunito tutti.” Nel 1996, il prof. Tunberg iniziò ad ospitare il primo corso full immersion di Latino non religioso negli Stati Uniti. Per una settimana, più di 100 partecipanti si spostarono in Kentucky per parlare soltanto Latino. “Il solo modo in cui puoi apprendere una lingua per davvero è usarla nella vita quotidiana,” dice.

Alcuni aggiornamenti del 21° secolo si sono dimostrati sorprendentemente facili.  “Il Latino è ricco. Il vocabolario antico è sufficiente a descrivere quasi tutto del nostro mondo moderno,” dice il Prof. Tunberg. Quindi una bicicletta è una birota (veicolo a due ruote), un jet è un eronavis celerrima (letteralmente, la nave più veloce in aria) ed un ingorgo è constipatio vehiculorum.

“Mirabile est!” (“Meraviglioso!”) dichiara Nancy Llewellyn osservando la nutrita folla. Si stava preparando a tenere una conferenza  (in Latino, ovviamente) sui famosi arazzi medievali con unicorno del Museo di Cluny. Nel 1997, quando era ancora una specializzanda creò il  Septentrionale Americanum Latinitatis Vivae Institutum, o SALVI (in Inglese comunemente chiamato Istituto nordamericano per lo studio del Latino lingua viva), per cambiare il modo in cui il Latino viene insegnato ai giovani e coinvolgere non soltanto i secchioni.

“Non ci sono lingue intrinsecamente morte; tutto riguarda il modo in cui le si tratta,” dice. “Degli studi hanno dimostrato che i tradizionali metodi di analisi e traduzione funzionano solo con circa il  4% degli studenti. Vogliamo conquistare l’altro 96%.”

I programmi full immersion del SALVI sono in parte feste in casa, in parte ritiro pedagogico. Per le sessioni di una settimana ogni Luglio 35 insegnanti di Latino vivono insieme in una vecchia casa colonica vicino a Charles Town nel West Virginia. Tutti promettono di parlare soltanto in Latino. Imparando, mangiando, bevendo, flirtando, lamentandosi—tutto nella lingua antica. Lezioni quotidiane insegnano metodi d’apprendimento interattivi, inclusi, dice Simon, sciarade e pictionary. I nuovi vocaboli vengono spiegati con sinonimi e contrari latini e col mimo. “è terribilmente difficile a volte,” dice una partecipante, “ma è di grande ispirazione. Ha rivoluzionato il modo in cui insegno.”

 


[1]“Latin revival: cathedral courses find new fans of ‘dead language’”, The Guardian, 04  July 2016 https://www.theguardian.com/world/2016/jul/04/latin-revival-cathedral-courses-find-new-fans-of-dead-language

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