Credevate fosse scuola e invece era un casting

di Silvia Serini

 

L’emanazione della direttiva Miur[1] e gli articoli ad essa relativa, compresi i “contestuali” suggerimenti di un noto sito come Orizzonte Scuola su quali strategie, accorgimenti, comportamenti adottare e quali evitare ai fini della tanto agognata chiamata diretta, sono state senza dubbio le notizie che, congiuntamente alla pubblicazione degli esiti della prova scritta del concorso nelle diverse regioni del Belpaese, hanno più attirato l’attenzione dei docenti italiani nelle ultime settimane.

Già da tempo, era stato annunciato che, sulla base del progetto di riforma della scuola voluto dal governo Renzi, gli insegnanti italiani avrebbero dovuto sottostare al meccanismo, oggettivamente opinabile e moralmente discutibile, della chiamata diretta da parte del dirigente scolastico. La nuova prassi, che diventerà operativa dall’anno scolastico entrante, aveva – giustamente – suscitato sospetti e scatenato non poche legittime perplessità, sia sul piano pratico che sotto il profilo etico perché, lungi dall’attenersi a quei criteri di meritocrazia e trasparenza procedurale tanto sbandierati, si basa su una scelta di carattere personale e, dunque, discrezionale, per la quale non sono previsti opportuni contrappesi.

La trovata, promossa da alcuni istituti, del video-curriculum e l’indicazione, a dir poco sorprendente, di inviare il filmato a figura intera e non con un “semplice” mezzobusto[2] per sperare di essere “selezionati” (!), va oltre ogni ragionevole logica (ammesso che ce ne sia una in tutto questo). In effetti, se guardiamo alla dichiarazione in sé, dobbiamo ammettere che, sulle prime, molti di noi – me compresa – hanno pensato a uno scherzo, a un titolo a effetto inventato da qualche giornalista diversamente creativo. Ma poiché, come spesso accade, la realtà supera la fantasia, tralasciando i commenti spiccioli e le boutade che, per forza di cose, la notizia ha provocato, vale la pena riflettere sul valore intrinseco e sul vero messaggio di cui tutto ciò è emblema, su quanto vi è a monte. Insomma, su quanto certe manifestazioni fenomeniche ci rivelino della realtà noumenica – non così inattingibile come nell’originaria definizione kantiana – dei nostri tempi.

A mio avviso, il meccanismo della chiamata diretta e le sue modalità di attuazione non vanno analizzate semplicemente di per sé ma collocate nel ben più ampio, sistematico e scientifico – a suo modo –, piano di smantellamento della scuola pubblica, con i suoi pregi e difetti, così come tutti noi, da allievi prima e da insegnanti poi, l’abbiamo conosciuta e sperimentata.  Alla luce di tale ottica, la quale a sua volta fa parte di quella ancor più metodica di erosione e cancellazione di quel che resta del fu welfare state, emerge che ciò che in prima battuta ci aveva quasi strappato un sorriso ironico e amaro al tempo stesso, ora assume connotati ben più foschi. I contorni, sempre più nitidi, di un sistema avviato inesorabilmente alla catastrofe.

La scuola è parte vitale, pulsante del sistema sociale, non segmento separato a se stante. Chi ci governa lo sa bene ed è per questo che sta predisponendo tutto ciò. Di certo va loro riconosciuto che almeno, così facendo, “la scuola prepara alla vita”. Già, ma a quale vita? A un’esistenza in cui i diritti sono smantellati; in cui belle parole come meritocrazia, efficienza, modernità, ecc…,  pur così tanto propagandisticamente sventolate, sono svuotate nei loro significati più autentici; in cui la conoscenza vale più del curriculum; in cui la forma, fisica se non altro, conta più della sostanza. Ecco allora che torniamo al punto di partenza, al Miur e alle sue direttive. Direttive perfettamente funzionali e concettualmente organiche a questo disegno che, vogliamo dirlo con tutta la franchezza necessaria, non ci convince per niente e ci piace ancora meno. E non perché siamo laudatores temporis acti ma semplicemente perché da docenti, cittadine e cittadini, crediamo che il nostro compito sia più alto e nobile; perché crediamo che i nostri figli e la società del futuro debbano andare in ben altra direzione.


[1] http://banner.orizzontescuola.it/MIUR.AOODPIT.REGISTRO_UFFICIALE(U).0002609.22-07-2016.pdf

[2] http://www.orizzontescuola.it/news/chiamata-diretta-dirigenti-chiedono-video-presentazione-no-mezzobusto-figura-intera-dallautocand

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