Per gli Insegnanti le Elezioni 2016 sono un argomento insidioso

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di Madeline Will, Education Week 13 settembre, 2016

(traduzione di Barbara Celena)

Se Donald Trump andasse a scuola, con molti dei suoi commenti si guadagnerebbe una visita all’ufficio del Preside.

Questo il parere di molti educatori in tutto il paese, che dichiarano di trovarsi in difficoltà su come affrontare coi ragazzi un ciclo elettorale che ha esasperato le tensioni etniche e razziali, scatenato insulti tra il candidato alla presidenza Repubblicano e Hillary Clinton, la portabandiera Democratica, e tracciato una divisione netta tra i partiti e persino all’interno degli stessi.

Alcuni insegnanti dicono di essersi ritrovati a cercare un equilibrio aiutati dal loro codice etico di educatori: pensano di dover condannare alcuni controverse dichiarazioni di Trump anche se allo stesso tempo vogliono essere obbiettivi davanti agli studenti.

“Cerco di essere assolutamente neutrale in classe —è sempre stata la mia filosofia,” dice Erik Anderson, un insegnante statale della scuola media di Valley View ad Edina, Minnesota, USA. “Probabilmente per la prima volta vengono dette delle cose in campagna che non posso semplicemente ignorare. Devo dire “questo non è giusto”. Non ricordo di essere mai stato in questa situazione prima.”

I commenti di Trump sull’immigrazione, in particolare, hanno toccato un nervo scoperto di Anderson ed altri insegnanti. Il candidato del Gran Vecchio Partito (GOP- Grand Old Party – come viene soprannominato il partito Repubblicano, N.d.T.) ha chiesto deportazioni di massa degli immigrati senza permesso, la costruzione di imponenti mura al confine col Messico, e chiusura assoluta all’immigrazione musulmana.

“Non è tanto per il contenuto politico — è per i termini utilizzati, l’iperbole dominante, e la natura personale delle cose. Sarebbe durissima guardare alcuni dei ragazzi negli occhi se non dicessi niente,” dice Anderson.

In un sondaggio non scientifico condotto ad Aprile[1], Teaching Tolerance, un progetto educativo del Southern Poverty Law Center, ha scoperto che il 40% dei 2000 insegnanti che hanno partecipato erano molto esitanti riguardo all’idea di trattare l’argomento elezioni a scuola.  Ad anno scolastico iniziato, molti insegnanti sono ancora riluttanti, dice Maureen Costello, direttrice di Teaching Tolerance.

Solitamente non sono le direzioni ad essere preoccupate. Piuttosto sono gli insegnanti a non credere di essere del tutto capaci di gestire le tensioni.

Istinto di protezione

Ovviamente non tutti gli insegnanti non sopportano Trump. Ci sono vari gruppi sui social di Insegnanti per Trump, ad esempio. Ma gli insegnanti appartenenti a quei gruppi non hanno voluto contribuire coi loro commenti a questo articolo.

Sean Hiland, un insegnante di sociologia in una scuola superiore ad Atlanta che twitta e cura un blog col nick Conservative Teacher, pensa che voterà per Trump. Dice che cerca di non trasmettere le sue convinzioni politiche ai suoi alunni, al contrario li incoraggia ad andare oltre alla retorica di entrambi i partiti.

“Non permetto ai miei alunni di prendere per oro colato quello che dicono i politici,” dice Hiland. “Non voglio crescere dei cinici, ma neanche degli ingenui che vanno a votare.”

In effetti, portare gli studenti ad analizzare i temi più importanti andando oltre la retorica della campagna elettorale è uno dei tanti modi in cui gli insegnanti si approcciano alle elezioni 2016, dice Meira Levinson,  docente alla Harvard Graduate School of Education che ha tenuto dei corsi sulle elezioni nell’ambito dell’aggiornamento professionale degli insegnanti.

Alcuni insegnanti hanno deciso di semplificare con discussioni su un argomento ben preciso. Altri hanno cercato di inserire queste elezioni – e la crescente popolarità di Trump – in un contesto storico.

Alcuni insegnanti affermano che tratteranno l’argomento come hanno fatto in passato ma questa volta stabilendo chiaramente le regole di riferimento per le discussioni di classe.  Altri ancora pongono l’accento sull’analisi dei report dei mass media e l’orientamento della comunicazione.

Justin Christensen, insegnante statale alla St. Ignatius di San Francisco, la mette in questo modo: “Nella mia classe non siamo qui per dire, `Mi piace questa persona, mi piace quella persona.’ Siamo qui per essere scienziati politici.”

Ancora, dice Levinson, molti insegnanti  “sono ancora tormentati e bloccati. Uomini adulti sono scoppiati in lacrime a toccare l’argomento. Dicono, ‘Ci ho pensato tutta l’estate. Cosa faccio?’ “

Questi insegnanti, dice, si impegnano perché le loro classi siano dei luoghi sicuri per i loro studenti, in particolare per coloro che provengono da comunità di emarginati. Allo stesso tempo sono preoccupati che i genitori possano lamentarsi con la direzione se in classe dovessero schierarsi per uno dei candidati.  Gli educatori dicono che la retorica esplosiva e controversa di questa campagna ha portato alcuni studenti—in particolar modo gli studenti senza permesso, figli di immigrati, e studenti musulmani—a sentirsi in pericolo e preoccupati per il loro futuro se Trump dovesse venire eletto. Questo ha scatenato l’istinto di protezione negli insegnanti.

“Non sembra che io possa dire, `Ci sono due candidati e dovresti prendere una decisione,’ ” dice Luke Carman, un insegnante di matematica alla Albany Park Multicultural Academy di Chicago, che è per l’80% Ispanico. “è ovvio, ma credo ancora che dovrebbero sentire, ‘No, non votero per Trump. No, non condivido le sue dichiarazioni, fondamentalmente perché vi voglio bene e tengo a voi come esseri umani.’ “

Allo stesso tempo, gli insegnanti si preoccupano di assicurare agli studenti che appoggiano Trump di poter dare voce alle loro idee in totale sicurezza.

“La sfida di queste elezioni è come reagire nel momento in cui un alunno che dice qualcosa che viola le regole della scuola, o della classe, senza zittire lo studente o essere accusato di appoggiare pubblicamente l’altro candidato,” dice Jonathan Gold, un insegnante di Storia di una scuola media di Providence, Rhode Island.

Problemi nella simulazione delle Elezioni

Kyle Redford, insegnante alla Marin Country Day School a Corte Madera, California, e blogger opinionista per Education Week Teacher, dice che vuole assicurarsi che i suoi studenti di entrambi i fronti, quelli di famiglia repubblicana e quelli che si sentono minacciati dalle parole di Trump, si sentano appoggiati. Ma se i due fronti entrano in conflitto, dice, si sentirebbe più a suo agio a difendere il secondo gruppo.

“Abbiamo già visto i ragazzi usare le parole di Trump l’uno contro l’altro. … ‘Se Trump viene eletto, la tua famiglia va a casa.’ È davvero doloroso,” dice Redford.

Costello ha notato che il suo gruppo, Teaching Tolerance, ha creato lo Speak Up for Civility contract[2] (Contratto per la discussione civile, N.d.t.) un contratto che gli educatori, il personale della scuola ed i genitori si impegnano a firmare e che chiede loro di non insultare e generalizzare e rappresentare invece dei modelli di buon cittadino per gli studenti.

Gli insegnanti avevano chiesto una risorsa di questo tipo, dice. Nel giorno della sua pubblicazione ne sono state scaricate circa 1000 copie.

La campagna presidenziale 2016 ha inoltre messo in sordina una delle tradizioni dallo spiccato senso civico delle scuole statunitensi: la simulazione delle elezioni. Quest’anno la messa in pratica potrebbe causare problemi, dicono gli educatori, soprattutto se gli studenti interpretano i candidati e cercano di conquistarsi i voti dei compagni.

“Quest’anno non lo consiglierei, perché incoraggerebbe la caricatura e spalancherebbe le porte al tipo di linguaggio inappropriato a scuola,” dice Costello.

Kelly Wickham Hurst, ex educatrice e fondatrice del gruppo di sensibilizzazione Being Black at School (Essere Neri a Scuola, N.d.T.), ha creato su Twitter l’hashtag, #blockthemock, per sensibilizzare gli educatori a non ospitare Simulazioni di Elezioni, per salvaguardare soprattutto i bambini di colore.

“Interpretare i candidati—penso sarebbe molto, molto pericoloso e dannoso per gli alunni,” dice. “Scatenerebbe alcune tensioni razziali ed etniche che gli allievi sentono già al TG.”

Alcune scuole stanno scoprendo dei metodi alternativi per svolgere la simulazione. Hiland, l’insegnante di Atlanta sostenitore di Trump, dice che continuerà ad ospitare la simulazione di elezioni ma in modalità comitato, con uno studente moderatore e due comitati di studenti che rappresentano l’unoTrump e l’altro Clinton. Lo fece nel 2008 e dice che in questo modo si diede risalto alle argomentazioni piuttosto che alle personalità dei candidati.

La posta in gioco è alta

Persino la Simulazione Elezioni Nazionale Studenti Genitori scoraggia l’interpretazione dei candidati.

“La discrezione è la parte migliore del valore,” dice Gloria Kirshner, co-fondatrice e presidente del programma (del quale Clinton è membro del consiglio dal 1987). “Non nominiamo mai i candidati quest’anno. Abbiamo dato agli insegnanti una gran quantità di idee interessanti su cui i ragazzi possono riflettere, invece del solito ‘lui ha detto, lei ha detto.’ “

Nonostante la miriade di sfide nel trattare le elezioni 2016 a scuola, tanti insegnanti lo vedono ancora come un’opportunità unica.

“Penso che avrò in classe ragazzi che non si sono mai interessati alla storia,” dice Gold, l’insegnante di Storia di Rhode Island. “Vorranno capire tutto di questo, e vorranno parlarne con qualcuno.”

La posta in gioco  è alta, dicono gli educatori. “Non puoi usare il pilota automatico quest’anno,” dice Redford. “è tutto cosi potenzialmente esplosivo che è pericolo solo avvicinarsi, ma è troppo importante. È la nostra democrazia; sono le nostre lezioni. Non puoi far finta che non ci siano. Non spariranno comunque.”


[1] https://www.splcenter.org/sites/default/files/splc_the_trump_effect.pdf

[2] Consultabile allo: http://www.tolerance.org/civility

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