La preside di una delle scuole esclusive attacca gli assillanti genitori ‘spazzaneve’

http://www.telegraph.co.uk/education/11262228/Top-head-attacks-pushy-snowplough-parents.html

di Keith Perry,The Telegraph 28 Novembre 2014,

(traduzione e introduzione di Barbara Celena)

 

“Genitori spazzaneve”, da qualche tempo è argomento popolare in aula docenti, talvolta si insinua anche fuori dagli ambienti scolastici, e spesso fa compagnia a tutte quelle lagne trite e ritrite sui ‘ggiovani ‘d’oggi che “dicono troppe parolacce”, “hanno già tutto e non desiderano più niente”, “si stava meglio quando si stava peggio”, e cosi via… Ma chi sono i genitori spazzaneve? Sono quei genitori che si danno da fare per spianare la strada dei propri figli verso il successo, scolastico per iniziare. Cosa li spinge? Secondo la preside di una delle scuole inglesi più ambite, questi genitori sono persone di notevole successo e sono terrorizzati dall’idea che i loro figli possano intaccare questa loro immagine di successo risultando magari soltanto i secondi della classe.

Si può dire altrettanto dei genitori spazzaneve italiani? Sappiamo bene che non tutti questi genitori sono persone di successo… cercano forse riscatto? Sono davvero spinti da ‘troppo amore’? Hanno paura che i loro figli non si rivelino all’altezza? Voi che ne pensate, avete incontrato dei genitori spazzaneve? In cosa si differenziano da quelli delle esclusive scuole britanniche?

Clarissa Farr, preside dalla St Paul’s Girls’ School nella west London, dice che molti genitori mostrano un’ “ansia frenetica” e rifiutano di accettare che il proprio figlio possa non essere il primo della classe

I genitori dei ragazzi delle migliori scuole private del Regno Unito sono terrorizzati che il fallimento dei propri figli possa ricadere su di loro, afferma la preside di una delle migliori scuole del paese.

Clarissa Farr, preside della St Paul’s Girls’ School nella west London, accusa inoltre i genitori di successo di “agiata negligenza” – il non prestare la dovuta attenzione ai figli la sera.

La signora Farr afferma che molti genitori mostrano un’“ansia frenetica” e si rifiutano di accettare che il loro figlio non sia il primo della classe. Mette in guardia dal fatto che i ragazzi stanno crescendo incapaci di gestire un eventuale fallimento, cosi riporta il Times[1].

“I loro ragazzi devono emergere su tutti e non riescono a concepire la scuola come comunità, l’imparare ad arrivare secondi o che l’imparare fornisca le basi ad una parte importante dell’educazione”, ha detto ad un seminario alla Conferenza dell’Associazione delle scuole femminili questa settimana.

La scuola della signora Farr costa fino a 22.500 Sterline all’anno. L’ammissione avviene dopo esame e colloquio selettivo, e la scuola afferma di incoraggiare il raggiungimento di obiettivi molto alti.

Afferma: “I genitori hanno aspettative alte — hanno una sorta di ansia frenetica e ambiziosa — anche coloro con cui si interagisce piacevolmente sono al limite perché non hanno il tempo necessario per fare la conversazione che vorrebbero avere con te”.

“Qualsiasi cosa che possa poi risultare un successo mancato per il loro figlio, in qualsivoglia minuscola arena, li spaventa a morte.”

Questi genitori “spazzaneve” tolgono tutti gli ostacoli dal percorso dei loro figli e cercano di accrescere la loro autostima a tutti i costi, aggiunge la signora Farr. I loro figli si ritrovano iperprotetti e incapaci di affrontare il fallimento.

Alcuni genitori vedono la scuola come un “servizio al consumatore, su misura”. Afferma che “Ancora, agli estremi opposti, ho notato una crescente aspettativa nei genitori che credono che alla loro figlia verrà offerto qualcosa di specifico e su misura. Se la figlia parla una lingua che la scuola non offre, si aspettano che venga fornito un insegnante apposta per lei. Una cosa che mi ha scioccato abbastanza, e ne ho visto parecchie negli ultimi anni, è la palese insofferenza dei genitori all’idea che certe persone possano venire prima di loro. Credo sia una tendenza in crescita tra i genitori di questa città che hanno una sorta di atteggiamento darwiniano nei confronti dell’istruzione dei loro figli.”

Quest’estate il 57% dei livelli A presi alla St Paul’s Girls’ School sono stati degli A+, così  come il 94% dei GCSE, ed il 99% dei GCSEs sono stati A+ oppure A.

I commenti della signora Farr seguono quelli di Tristram Hunt, il segretario ombra all’istruzione, che ha attaccato le scuole private per non aver fatto abbastanza per aiutare gli alunni delle scuole statali, e minacciato di eliminare gli sgravi fiscali. In un’intervista rilasciata al The Times si chiedeva perché si dovrebbero sovvenzionare le scuole private dal momento che oramai si occupano solo degli stranieri ricchi e non fanno nulla per aiutare i nostri figli”.

 

[1] http://www.thetimes.co.uk/tto/education/article4282227.ece

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