The Guardian – Gli esperti chiedono delle linee guida ufficiali sull’utilizzo degli schermi elettronici da parte dei bambini

Introduzione e traduzione di Barbara Celena

 

A distanza di 10 anni un gruppo di alcuni tra i più prestigiosi psicologi, pedagogisti ed esperti dell’età evolutiva del Regno Unito si appella alle autorità perché venga regolamentato l’utilizzo di dispositivi elettronici nell’infanzia.

L’uso, e l’abuso, di tecnologia da parte delle nuove generazioni spaventa non solo le nonne premurose che hanno cresciuto i propri figli centellinando le ore davanti alla TV; anche gli esperti psico-pedagogisti hanno paura di tutta questa tecnologia e in questa vedono “la” causa delle più diffuse patologie dei bambini moderni.

Se lavorate in una scuola con classi “generazione web” avrete senz’altro raccolto anche voi dubbi e perplessità da parte di colleghi sulla necessità di inserire forzatamente gli strumenti elettronici nella normale attività didattica. Chi è anche genitore poi avrà raccolto opinioni anche totalmente discordanti in materia ovunque: nel gruppo whatsapp delle mamme, nelle guide di pedagogia, e nei documenti disponibili in rete.

Personalmente io ritengo che come per tutte le cose ci voglia moderazione. Delle linee guida forse aiutebbero insegnanti e genitori a capire qual è il limite tra bambino moderno e bambino avvelenato dalla modernità.

E voi gradireste delle linee guida a cui far riferimento o pensate siano un’inutile ingerenza?

Di Sally Weale, The Guardian, 25 Dicembre 2016

Pedagogisti, psicologi, e scrittori chiedono inoltre un ministero dedicato all’infanzia che si occupi dell’infanzia “avvelenata”

https://www.theguardian.com/society/2016/dec/25/experts-call-for-official-guidelines-on-child-screen-use

Un gruppo di autori, pedagogisti ed esperti dell’età evolutiva chiede al governo di introdurre delle linee guida nazionali sull’utilizzo di schermi di dispositivi elettronici a causa dei timori legati all’impatto sulla salute mentale e fisica dei bambini.

È solo una di una serie di misure elencate in una lettera al Guardian[1] che mette in evidenza ciò che viene descritta come un’infanzia sempre più ‘intossicata’, e a firma di 40 personalità di primo piano, inclusi lo scrittore Philip Pullman, l’ex arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, la psicoterapeuta Susie Orbach e l’esperta di assistenza all’infanzia Penelope Leach.

La lettera sollecita il governo alla creazione di un ministero dedicato all’infanzia, con responsabilità specifica di controllo di tutte le politiche emanate dal governo in modo da controllarne l’impatto sulla salute e benessere dell’infanzia.

Chiede lo sviluppo di programmi educativi per i bambini dai 3 ai 7 anni, con particolare enfasi sullo sviluppo emozionale e sociale ed il gioco all’aperto; dice inoltre che sono necessarie delle linee guida sull’utilizzo degli schermi di dispositivi tecnologici da parte dei minori di 12 anni, tracciate da autorità riconosciute in materia di sviluppo e salute infantile.

Sono passati 10 anni da quando il gruppo mandò la sua prima lettera alla stampa, esprimendo preoccupazione per il modo in cui la salute ed il benessere infantili venivano minate dal “declino dei giochi all’aperto, stili di vita sempre più tecnologici, un sistema scolastico iper-competitivo, e l’incessante mercificazione dell’infanzia”.

Da allora, dicono, l’attività politica è stata “incerta, circoscritta, slegata ed inefficace”, ed obesità e problemi di salute mentale tra i giovani si sono avvicinate ai livelli di guardia.

“Se da una parte i bambini devono sviluppare l’autoregolazione e la resilienza emotiva richiesta per crescere sani in una civiltà moderna e tecnologica, hanno anche bisogno di un coinvolgimento più pacato con adulti premurosi e tanti giochi all’aperto in autonomia, soprattutto nei primi anni d’età (0-7 anni),” prosegue la lettera.

“In mancanza di un’azione concertata, la salute fisica e mentale dei nostri bambini continuerà a deteriorare, con risultati a lungo termine per la società britannica onestamente inaccettabili.”

Tra i firmatari c’è Sue Palmer, l’autrice di Toxic Childhood[2] (2006) che insiste sull’ansia dei genitori che devono crescere i figli nel mondo moderno; il consulente psicopedagogista Richard House; il professore di pedagogia Robin Alexander; il direttore del programma benessere del centro per i risultati economici della London School of Economics, Richard Layard; l’ex commissario della London Sir Tim Brighouse, lo scrittore e psicologo Steve Biddulph ed un’ex  promotore statale per la salute mentale Natasha Devon.

Non tutti sottoscrivono la visione catastrofica dell’infanzia moderna e l’ambiente “velenoso” in cui i bambini crescono. Studi recenti suggeriscono che i dispositivi elettronici incoraggiano i bambini delle famiglie più povere a leggere e che ci potrebbe essere un collegamento positivo tra i giochi al computer e buoni risultati accademici.

Ad ogni modo, Palmer, presidente della Upstart Scotland, campagna che introduce una pedagogia in stile scuola materna per i minori di 7 anni, dice: A parte i bisogni primari materiali, come il cibo ed una casa, ci sono due ingredienti essenziali alla sopravvivenza dei bambini e che li renda competitivi nel futuro: amore e gioco.

“Ma il consumismo incoraggia gli adulti a confondere entrambi con beni che si possono acquistare nei negozi. Siamo anche diventati ossessionati dal voler insegnare ai bambini tutto quello che hanno bisogno di sapere. Ma non si possono insegnare cose come l’auto regolazione e la resilienza – devono svilupparli attraverso l’esperienza personale.”

House dice: “Non è uno scandalo che i politici non abbiano fatto praticamente niente per l’infanzia ‘avvelenata’ come Sue Palmer segnalò per prima nel suo libro rappresentativo sull’argomento una decina di anni fa. In effetti la situazione è ora peggiorata, con problemi comportamentali e di salute mentale dell’infanzia a livelli record.

“Non è più tempo di andare coi piedi di piombo verso la politica, è tempo di costringerli a fare qualcosa di concreto e significativo – o gli storici in futuro guarderanno alla nostra epoca come quella dell’abuso sui minori da parte dei politici.”

La dott.ssa Sharie Coombes, una psicoterapeuta infantile e della famiglia, era dirigente in una scuola primaria quando è uscito il libro della Palmer, arricchendo le politiche dei primi anni in cui si sentiva “male informata, oltraggiosa e pericolosa per il benessere, l’autostima e la mentalità verso l’apprendimento a lungo termine dei bambini”.

“Dieci anni dopo sono una psicoterapeuta infantile e della famiglia che aiuta a raccogliere i pezzi dei bambini emotivamente distrutti, costretti a subire un ambiente d’apprendimento troppo stressante e carico di politiche dannose.

“Non possiamo stare a guardare e tollerare questi abusi quando abbiamo altri modelli internazionali a cui far riferimento che dimostrano come si possano raggiungere risultati eccellenti ed avere giovani in buona salute mentale che tengono alla loro istruzione.”

Lettera al Guardian

L’esposizione abituale agli schermi luminosi nuoce alla salute dei nostri bambini

https://www.theguardian.com/education/2016/dec/25/screen-based-lifestyle-harms-health-of-children

The Guardian, Letters, 25 Dicembre 2016, traduzione a cura di Barbara Celena

Una decina di anni fa i primi firmatari della lettera pubblica sull’infanzia ‘avvelenata’ descrivevano la salute ed il benessere dei bambini a rischio a causa della riduzione del gioco all’aperto e della crescita dell’utilizzo quotidiano di dispositivi tecnologici, sistemi scolastici iper-competitivi e l’incessante commercializzazione dell’infanzia.

Sebbene l’opinione pubblica appaia sempre più preoccupata, le decisioni politiche che si sono susseguite sono state incerte, circoscritte, slegate ed inefficaci. I suddetti fattori continuano ad influire negativamente sui bambini, e che con ‘scuola e divertimento’ sostituiscono il gioco autonomo, attivo ad una sempre più tenera età. Problemi della salute fisica come l’obesità sono in crescita, e problemi di salute mentale tra i bambini e gli adolescenti si avvicinano a livelli di guardia. Oltre al disagio causato alle famiglie, ci sono ovviamente delle conseguenze economiche e sociali a lungo termine per l’intera società.

Se da una parte i bambini devono sviluppare l’autoregolazione e la resilienza emotiva richiesta per crescere sani in una civiltà moderna e tecnologica, hanno anche bisogno di un coinvolgimento più pacato con adulti premurosi e tanti giochi all’aperto in autonomia, soprattutto nei primi anni d’età (0-7 anni). Quindi sollecitiamo il governo ad agire tempestivamente come segue:

  • Lo sviluppo di un approccio coerente e comprovato nell’assistenza ed educazione del bambino dal periodo prenatale fino ai 7 anni di età, incluso un approfondimento all’asilo o a scuola per i bambini dai 3 ai 7 anni allo scopo di incrementare lo sviluppo sociale ed emozionale ed il gioco all’aperto.
  • Linee guida nazionali riguardo agli schermi dei vari dispositivi elettronici da parte di minori di 12 anni, promulgate da autorità riconosciute per la salute e lo sviluppo del bambino.

Ci raccomandiamo inoltre affinché venga nominato un Ministro all’Infanzia, che rimanga in carica per l’intera durata del governo, che vagli tutte le politiche di governo e il loro impatto sulla salute e il benessere dei bambini; o almeno la creazione di una conferenza permanente apartitica sulla salute e benessere dei bambini, che si riunisca e riferisca regolarmente al parlamento.

In mancanza di un’azione concertata, la salute fisica e mentale dei nostri bambini continuerà a deteriorare, con risultati a lungo termine per la società britannica onestamente inaccettabili.

Sue Palmer autrice di Toxic Childhood e presidente di Upstart Scotland
Dr Richard House Consulente pedagogico, direttore di Too Much, Too Soon?
Dr Sharie Coombes psicoterapeuta infantile e della famiglia; ex dirigente di scuola primaria
Dr Robin Alexander Professore emerito di Pedagogia, presidente del the Cambridge Primary Review Trust
Professor Lord Layard Direttore,  Wellbeing Programme, Centre for Economic Performance, London School of Economics & Political Science
Baroness Susan Greenfield Neuroscienziato ricercatrice
Rowan Williams Magdalene College, Cambridge
Philip Pullman Scrittore
Naomi Eisenstadt
Tim Brighouse
Richard Bowlby Tutor Teoria dell’attaccamento
Christopher Ball Ex presidente dello Wave Trust, autore di Start Right: Importance of Early Learning
Anthony Seldon scrittore e vice cancelliere dell’Universitò di Buckingham
Jonathon Porritt direttore e fondatore di Forum for the Future
Susie Orbach
Oliver James Psicologo libero professionista, psicoterapista relazionale
Kevin Courtney Segretario generale, National Union of Teachers 
Neil Leitch CEO, Pre-school Learning Alliance
Theresa Casey Presidente, International Play Association
Gareth Wyn Davies CEO, Forest School Association
Penelope Leach Ricercatrice senior onoraria, Tavistock & Portman NHS Trust
Neil Roskilley CEO, Independent Schools Association
Professore Emerito Janet Moyles Consulente pedagogico prima infanzia
Professor Guy Claxton Professore emerito scienze dell’apprendimento, autore di Building Learning Power
Professor Pat Preedy Movement for Learning project, Loughborough University
Professor Richard Pring Ex direttore, Department of Education, University of Oxford
Sami Timimi Professore di psichiatria infantile e miglioramento della salute mentale, University of Lincoln
Colwyn Trevarthen Professore (emerito) di psicologia infantile e psicobiologia, University of Edinburgh
Wendy Ellyatt CEO, Save Childhood Movement
Natasha Devon Attivista, ex promotore statale per la salute mentale e co-fondatore del Self-Esteem Team
Professor Steve Biddulph Psicologo e autore 
Professor Jayne Osgood Middlesex University
Dr Sue Gerhardt Autrice di Why Love Matters
Wendy Scott Ex consulente Ministero all’Istruzione
Andrew Samuels Professore di Psicologia analitica, University of Essex; ex presidente, UK Council for Psychotherapy
Professor Del Loewenthal Direttore, Research Centre for Therapeutic Education, University of Roehampton
Professor Karin Lesnik-Oberstein Direttrice del Graduate Centre for International Research in Childhood: Literature, Culture, Media
Anne Alvarez Consulente psicoterapeuta infanzia ed età evolutiva
Dr Graham Music Consulente psicoterapeuta infanzia ed età evolutiva, Tavistock & Portman NHS Foundation Trust
Dr David Whitebread Homerton College, University of Cambridge

 

[1] Ndt: La traduzione del testo completo della lettera viene riportata in coda alla traduzione dell’articolo

[2] NdT: Infanzia Avvelenata, il libro non è stato tradotto in Italiano

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