Les Echos, Francia – Scuola: le novità dell’anno scolastico 2017-2018

traduzione a cura di Marianna Cosma

 

Valéry Mazuir, Les Echos.fr, 1/09/2017

Riduzione dei ritmi scolastici, aiuto per i compiti pomeridiani, ritorno delle classi bilingue: panoramica dei cambiamenti annunciati da Jean-Michel Blanquer, Ministro dell’istruzione francese, per il primo rientro scolastico del quinquennio Macron.

Dal suo insediamento in maggio, il nuovo Ministro dell’Istruzione, Jean-Michel Blanquer,  non si è risparmiato gli annunci e le uscite mediatiche, guadagnando spesso l’accusa di seguire l’eredità di Hollande. Per il primo rientro scolastico del quinquennio Macron, egli ha operato riforme diversamente apprezzate dalla comunità scolastica: riduzione dei ritmi e ammorbidimento della riforma della scuola secondaria di I grado, aiuto per i compiti pomeridiani, limitazione delle classi di prima elementare ad un massimo di 12 alunni, ampliamento dei corsi di recupero estivi per gli alunni che dovranno iniziare la scuola media nei quartieri più problematici. Egli ha anche richiamato l’interesse verso la bocciatura in alcuni casi specifici. Ecco una panoramica.

È la misura di punta di questo nuovo anno scolastico 2017 e la realizzazione, parziale, di una promessa della campagna elettorale di Emmanuel Macron. Le 2500 classi di prima elementare nelle scuole situate nei quartieri più sfavoriti avranno un massimo di 12 alunni ciascuna. Il 70% di queste classi avrà un massimo di 12 alunni mentre alle altre saranno destinate due maestre, per mancanza di un numero sufficiente di aule.

Questa misura, chiamata ad allargarsi gradualmente anche alla classe successiva delle zone più complicate, attingerà gli insegnanti dal bacino del programma “Più maestri che classi”, che consiste nel destinare un insegnante supplementare all’interno di ogni scuola. Gli insegnanti che appartenevano a questo programma ne criticano l’annunciata soppressione, soprattutto perché non c’è stato il tempo di valutarne l’effetto.

Per spronare gli insegnanti ad impegnarsi, verrà probabilmente proposto un premio annuale, ma le discussioni sul budget disponibile sono ancora in corso. Durante la campagna elettorale, Macron aveva promesso un aumento di 3.000 euro netti all’anno per gli insegnanti delle zone più a rischio.

Ritmi scolastici adattati

Circa un terzo delle scuole primarie passano alla settimana di quattro giorni da settembre, rimangiandosi così i quattro giorni e mezzo stabiliti durante il quinquennio precedente (nel 2013 e 2014). Si tratta del terzo cambio di orario in 9 anni, dato che gli alunni della scuola primaria erano già passati dalla settimana di  quattro giorni e mezzo a quella di quattro giorni nel 2008, sotto Nicolas Sarkozy.

La Rue de Grenelle (sede del Ministero dell’Istruzione) evoca la “nuova libertà” di cui si sono appropriati i comuni, che beneficeranno di risparmi grazie alla settimana di quattro giorni. Gli specialisti dell’infanzia lamentano che l’interesse verso i bambini passa in secondo piano rispetto a quello degli adulti. Nella maggior parte dei paesi dell’OCSE paragonabili alla Francia si frequentano cinque giorni di scuola alla settimana.

Tagli al personale ausiliario

Il governo vuole diminuire il numero di personale ausiliario[1], giudicato costoso e poco efficacie. I comuni, incaricati della cura materiale degli stabilimenti scolastici e dell’assegnazione di una parte del personale ausiliario, hanno fatto largo utilizzo di questi lavoratori, per assicurare tutte le funzioni ausiliare necessarie, come accompagnatori degli alunni con handicap, aiuti amministrativi o referenti di plesso. Il ministro ha promesso che non ci sarà personale ausiliario in meno per l’accoglienza di alunni con handicap. Ma, alla fine dei conti, il sistema educativo conterà 23.000 ausiliari in meno rispetto allo scorso anno, come calcolato dal sindacato Snuipp-FSU, il primo sindacato dei professori della scuola. Come conseguenza di questo taglio, alla Réunion il rientro a scuola è stato posticipato di cinque giorni nella maggio parte dei comuni. E anche a Valorbiquet, un piccolo comune del Calvados.

La riforma della scuola secondaria di I grado ammorbidita

Dal corrente anno scolastico, le scuole medie che lo desiderano possono reintrodurre i corsi opzionali di latino e greco, sviluppare le classi bilingue e le sezioni europee, di cui solo una parte era sopravvissuta alla riforma della scuola secondaria di I grado operata un anno fa dal prcedente ministro, Najat Vallaud-Belkacem.

Il programma “compiti eseguiti”

Questo programma propone di aiutare gratuitamente gli alunni a fare i loro compiti all’interno dello stabilimento scolastico, se le famiglie lo desiderano, grazie a un tempo studio assistito. La sua realizzazione all’interno delle scuole sarà progressiva negli anni scolastici futuri (2018-2019-20120). L’obiettivo è di poterlo proporre al 20% degli alunni delle scuole medie nel 2017. “Proporremo la possibilità di studiare a scuola a tutti gli studenti che lo desiderano”, spiega Jean-Michel Blanquer, che assicura che “il programma sarà operativo dal 1 novembre”. Per questo programma potranno essere utilizzati gli insegnanti che volontariamente daranno la propria disponibilità e saranno pagati con ore di straordinario, ma anche personale ausiliario, volontari del servizio civile, associazioni, pensionati o anche degli studenti.

Corsi di recupero prima dell’inizio della prima media

In giugno, il ministro aveva annunciato dei corsi gratuiti di una settimana prima dell’inizio della prima media, almeno nelle zone più disagiate e sfavorite. Centrati su francese e matematica, essi saranno tenuti da insegnanti volontari pagati con straordinari. I sindacati degli insegnanti ricordano che questa settimana di “pre-ingresso” destinata agli studenti esiste già da numerosi anni. Essi affermano che questi corsi non hanno avuto nessun aumento di importanza in questo mese di agosto. “Sono delle operazioni costose e non è stato eseguito alcun pagamento”, dice Stéphane Crochet, segretario generale del SE-unsa, un sindacato di insegnanti.

Il rientro in musica

Il ministro dell’educazione auspica “un rientro in musica”: “studenti, professori, genitori, cori e  orchestre” sono invitati “a suonare nelle scuole durante il primo giorno di scuola”. Un annuncio che ha, al meglio, fatto sorridere gli insegnanti. “I colleghi non hanno di certo atteso le parole del ministro per tentare di fare del primo giorno di scuola una giornata il più piacevole possibile”, nota Francette Popineau, del Snuipp-FSU. “questo tipo di cose non si improvvisa”, afferma.

Valutazione degli studenti in prima elementare e in prima media

Jean-Michel Blanquer ha annunciato che i bambini saranno valutati “in alcuni momenti chiave” del loro percorso, cioè in prima elementare e in prima media. Queste valutazioni avranno luogo fin dal mese di settembre in prima elementare e in novembre per la prima media. Gli esercizi, centrati sulla conoscenza del francese e della matematica, sono stati elaborati in luglio dal ministero, con dei ricercatori e degli specialisti dell’apprendimento.

Non è la prima volta che i piccoli francesi dovranno sottoporsi a dei test. Delle valutazioni lanciate nel 2009 in seconda  e in quinta elementare in mezzo e alla fine dell’anno scolastico sono state sospese nel 2013, perché giudicate poco convincenti dall’”Alto Consiglio dell’Educazione”, organismo consultato regolarmente dal Ministero dell’Istruzione francese.

La bocciatura in alcuni casi

Il ministro annuncia di volerla “autorizzare di nuovo” a partire da questo anno scolastico. Egli segna quindi un leggero cambiamento rispetto alla politica di Najat Vallau-Belkacem che aveva firmato nel 2014 un decreto che affermava “il carattere eccezionale della bocciatura”. Per Blanquer, questo strumento puo’ “talvolta rivelarsi benefico per lo studente” e se la bocciatura “deve rimanere rara”, “non bisogna impedire di farla”.

Altre riforme future

Trasformare la maturità. Il ministro dell’Istruzione vuole “una maturità muscolosa”, dove il legame con la formazione successiva sarà più forte rispetto a quello attuale. Ne vuole fare un trampolino per il proseguimento del percorso dell’alunno, più che una “valutazione finale” alla fine delle superiori. Il Primo Ministro Edouard Philippe ha promesso una maturità riformata entro il 2021. “Sarà operata una consultazione fin dai primi giorni di questo nuovo anno scolastico, per concentrare le prove finali su un numero più conciso di materie e definire ciò che verrà valutato con compiti in classe annuali”, spiega il Ministro. Questa consultazione sfocerà “prima di settembre 2018, ad una realizzazione completa di questa riforma della maturità 2021”, precisa il Primo Ministro. L’ultimo tentativo di riforma dell’Esame di Stato conclusivo è datata 2004 ed ha avuto vita breve. Ogni anno la maturità è bersaglio di critiche sempre più vive. È considerata troppo costosa (tra i 56 milioni e 1,5 miliardi) e inutile dato che il tasso di riuscita sfiora il 90% ma molti diplomati non superano poi i test d’ingresso alle università.

Calendario scolastico e vacanze

Jean-Michel Blanquer ha annunciato che sarà aperta una consultazione in autunno per rivedere il calendario scolastico e la durata delle vacanze.

[1] Si tratta del personale che rientra nel programma del Ministero del Lavoro francese indirizzato ai lavoratori più in difficoltà (iscritti alle liste di collocamento da molto tempo e senza occupazione da anni), per i quali si prevedono contratti specifici (al lavoratore è richiesto un impegno di almeno 20 ore alla settimana) il cui pagamento è a carico dello Stato

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