Sueddeutsche – Schulz: La Germania deve diventare lo stato numero uno in materia di istruzione

Introduzione e traduzione di Roberta Fausta Ilaria Visone

È periodo di elezioni in Germania e ogni campagna elettorale che si rispetti è impregnata di buone intenzioni. Il candidato cancelliere dell’SPD Martin Schulz, già noto come presidente del Parlamento europeo fino al 17 gennaio 2017 vuole rendere la Germania la nazione numero uno e affinché ciò accada, afferma la necessità di stanziare fondi e di abolire il cosiddetto “divieto di cooperazione” fra confederazione e Länder previsto dalla legge fondamentale. Com’è noto, in ogni stato federato vige una determinata legislazione scolastica e ciò ostacolerebbe l’organizzazione scolastica tedesca. Inoltre questo divieto impedisce alla confederazione di investire nelle scuole. Nel programma di Schulz, sostenuto dai Primi Ministri dei Länder in cui domina il suo partito, l’SPD, sono presente sette punti chiave per il miglioramento della scuola e il desiderio del candidato cancelliere di raggiungere un cosiddetto “federalismo di istruzione cooperativo”.

Scopriamo nel dettaglio gli aspetti del suo programma e in pillole il pensiero di altri partiti politici in merito all’abolizione del divieto di cooperazione fra confederazione e Länder.

http://www.sueddeutsche.de/politik/spd-kanzlerkandidat-schulz-deutschland-muss-bildungsland-nummer-eins-werden-1.3644106.

Schulz: La Germania deve diventare lo stato numero uno in materia di istruzione

  • Il candidato cancelliere del Partito Socialdemocratico di Germania (SPD) Martin Schulz desidera trasformare completamente la politica scolastica della Germania.
  • Il suo approccio: Il governo federale deve rinforzare le scuole e investire dodici miliardi di euro entro quattro anni.
  • Ragion per cui, per il settore dell’istruzione, Schulz vuole abolire il divieto di cooperazione fra confederazione e stati federati previsto dalla costituzione.

di Jakob Schulz, Berlino

Naturalmente ogni settimana in campagna elettorale è importante. Eppure alcuni dovrebbero essere ancora un po’ più carichi di altri per i partiti e per i loro candidati capolista. Alla fine di questa settimana il candidato cancelliere SPD Martin Schulz incontrerà per il primo e unico duello televisivo la cancelliera Angela Merkel (CDU). Per Schulz si tratterà di una data conclusiva della propria campagna elettorale: forse l’occasione migliore di catapultare ancora una volta l’SPD affianco all’Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU) nei sondaggi. Schulz usa i giorni prima del duello per inculcare ancora di più i suoi messaggi principali nelle teste degli elettori. Merkel? “Altezzosa”, ha criticato Schulz. La faccenda diesel? La cancelliera non ha “alcun programma”, ha infine rimbrottato. E ora anche la tematica della formazione.

“Soltanto una società giusta ha un futuro”, afferma Schulz questo lunedì nella sede dell’SPD Willy-Brandt-Haus a Berlino, dove presenta la sua politica scolastica. In qualità di cancelliere il capo dell’SPD vuole trasformare completamente la politica scolastica e renderla più corretta e sostenibile. La sua “alleanza nazionale per la Germania in materia di formazione” ha sette punti chiave:

  1. La formazione deve diventare gratuita, dall’asilo con assistenza a tempo pieno fino al ciclo di studi post-secondari e al livello di mastro.
  2. I genitori e i bambini tedeschi hanno diritto all’assistenza a tempo pieno.
  3. Le scuolein tutto il Paese devono essere risanate e modernizzate.
  4. D’ora in avanti deve diventare ovvio ricorrere ai mezzi digitali quanto ai libri di testo.
  5. I requisiti e i piani di studi negli stati federati devono essere adattati “a un livello superiore”.
  6. L’assistenza sociale e il lavoro giovanile nelle scuole devono essere potenziati.
  7. Le scuole professionali devono essere rinforzate.

Fulcro delle elezioni del Süddeutsche Zeitung

Per la presentazione si è portato il rinforzo. Sette Primi Ministri e Ministre provenienti dagli stati federati governati dall’SPD fiancheggiano il candidato cancelliere, nel momento in cui presenta i fondamenti della sua alleanza di formazione. Il messaggio: Anche se nei sondaggi i socialdemocratici sono calati a circa quattro settimane prima dell’elezione, il partito si regge in piedi dietro di esso e dietro la relativa visione.

Schulz: Il divieto di cooperazione frena l’organizzazione scolastica tedesca

“Desideriamo rendere la Germania il paese numero uno in Europa in materia di formazione e di qualificazione”, afferma Schulz. La confederazione deve perciò mettere a disposizione dodici miliardi di euro in più nella prossima legislatura. Eppure il cosiddetto divieto di cooperazione è al contempo di ostacolo al candidato cancelliere: è stabilito dalla costituzione e proibisce alla confederazione di investire nelle scuole. La critica di Schulz: il divieto frena l’organizzazione scolastica tedesca e deve quindi essere abolito e sostituito con un “federalismo di istruzione cooperativo”. Questa richiesta non è nuova: è presente anche nel programma elettorale dei socialdemocratici. Intanto gli ostacoli sono grandi: per un cambiamento della legge fondamentale bisogna avere una maggioranza di due terzi nel parlamento. E i Presidenti dei Länder sono solitamente poco inclini al trasferire l’autorità alla confederazione.

Per questo alla Willy-Brandt-Haus i sette capi di stato delle regioni governate dall’SPD hanno un ruolo rilevante durante la presentazione del loro capo di partito. Il concetto di “alleanza nazionale in materia di formazione” è nato in uno “scambio molto intenso” coi capi dei Länder, riferisce Schulz. Tuttavia oltre a loro devono seguire l’esempio anche il CDU/ CSU (Unione Cristiano-Sociale in Baviera) così come i Presidenti dei restanti Länder. L’Unione ha già rifiutato i suggerimenti di Schulz, afferma il capo dell’SPD, eppure otterrà l’alleanza di formazione – “non importa come”. È sicuro che, “quando ci sono soldi, sono i Primi Ministri della CDU a venire per primi”.

In ogni caso non sono solo i socialdemocratici a valutare in modo critico il divieto di cooperazione fra confederazione e Länder nel settore dell’istruzione. Prima dell’elezione al Parlamento anche il Partito Democratico Libero (FDP) e i Verdi si sono vincolati al fatto di voler abrogare il divieto dalla costituzione. Del tutto pensabile, pertanto, che il divieto di cooperazione possa effettivamente essere cancellato nella prossima legislatura, che sia con Martin Schulz come cancelliere oppure no.

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